20/02/2009

Manifesto del Futurismo

 

 

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20 febbraio 1909

a Parigi Marinetti pubblica il

 .

Manifesto del Futurismo

 .

La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. …… Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità… …… Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria

(Il futurismo)

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Prima pagina di Le Figaro

del 20 febbraio 1909 con il

Manifesto del Futurismo

(evidenziato in giallo)

07/11/2008

“Ogni artista autentico crea nuovi valori, nuove bellezze, e ne sorgono nuove leggi”

 

 

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Emil Nolde (1867 – 1956)

Galeries nationales du Grand Palais

3 avenue du Général Eisenhower

Oltre 70 dipinti e circa 40 opere tra acquerelli, incisioni e disegni, in sezioni organizzate per temi ed in ordine cronologico

Fino al  19.01.2009

http://www.rmn.fr/Emil-Nolde

 

Se  state  progettando un viaggio a Parigi, non potete pensare di salire in aereo senza aver inserito nei vostri programmi una visita alla più grande retrospettiva che la capitale francese abbia mai tributato a  Emil Nolde, uno degli artisti più discussi ed  avversati dell’espressionismo tedesco,  insofferente ad ogni regola e convenzione, ricercatore instancabile  di una forma personale di rappresentazione della realtà e della natura,   “ 'Cos'e' legge in arte' Cos'e' arbitrio e licenza' Ogni artista autentico crea nuovi valori, nuove bellezze, e ne sorgono nuove leggi '', il pittore misticheggiante e drammatico per eccellenza, colui che avvertiva il respiro della natura, il suo moto primordiale, e voleva rappresentarlo.

 

 

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Emil Nolde, pseudonimo di Emil Hansen, nacque  il 7 agosto 1867 nel villaggio tedesco di Nolde, vicino al confine con la Danimarca.  All’età di diciassette anni si avvicinò al disegno ornamentale lavorando in un mobilificio e  da quel momento la sua vita fu segnata da un progressivo avvicinarsi alla pittura che nel 1897 lo portò a dipingere la sua prima opera, I giganti della montagna. La sua storia artistica fu segnata da una ricerca continua sul colore e sulla forma che lo avvicinò ad artisti come Paul Gauguin e  Edvard Munch,  Vincent Van Gogh e James Ensor. 

Come fu per Gauguin, anche Nolde subì il fascino dell’esotico, ed intraprese  lunghi viaggi in Russia, Giappone, Cina e Nuova Guinea. La sua pittura non ne restò immune, e rispondendo alla necessità di mettere in risalto le forze primordiali del creato  divenne ancora più violenta, intrisa di colore steso a grandi pennellate, oramai privata quasi completamente del disegno. Durante il nazismo, nonostante la sua adesione al  Partito nazionalsocialista, rifiutò di mettersi al servizio dell’estetica voluta dal regime e per questo fu  pubblicamente diffamato e condannato come “artista degenerato”, ovvero appartenente alla entartete Kunst, termine usato per  etichettare l’arte che non rifletteva i valori ariani.  Gli fu  proibito di  dipingere, ma nonostante ciò gli riuscì di realizzare clandestinamente un migliaio di acquerelli.     Dopo la guerra fu riscoperto e rivalutato, e ad oggi è considerato uno dei maggiori rappresentati dell’espressionismo.

 

 

 

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