28/12/2008

Apassionata Grand Voyage

 

 

Vi piacciono i cavalli?  gli spettacoli equestri vi incantano? Allora non potete certo perdervi il ritorno in Italia di Apassionata, il grande show europeo condotto interamente da cavalieri di fama internazionale con i loro magnifici destrieri, accompagnati da grandi ballerini e dalla voce di Arndis Halla. Il nuovo spettacolo, che ha già debuttato in Germania nei primi mesi del 2008, porta il titolo di Grand Voyage  e vuole trasmettere tutta la passione e l’entusiasmo per l’avventura e per il mondo selvaggio, ma anche l’interminabile viaggio nei segreti dell’amore che lega l’uomo al suo cavallo e viceversa.

 

 

 

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Dal 23 al 25 Gennaio a Firenze, presso il Nelson Mandela Forum e dal 31 Gennaio al 2 Febbraio 2009 a Milano presso il  PalaSharp ( http://www.mandelaforum.it  -  http://www.apassionata.it )

 

 

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Se siete abili con la fantasia, potrete tuffarvi nella bellezza del Nord seguendo le performance dei cavalli islandesi, oppure indietreggiare nel tempo fino ad una notte del 19° secolo facendovi stregare dall’imponenza dei cavalli Frisoni nei loro mirabolanti esercizi, accompagnati da ammirevoli ballerini di Can can. Non mancherà neanche il fascino dell’oriente grazie alla presenza di uno spettacolo dedicato alle arti marziali asiatiche  durante il quale, sulle potenti note di una batteria giapponese di Taiko,  si esibiranno una giovane amazzone arciera ed alcuni stunt-riders di tutto rispetto. La tradizionale armonia ed eleganza  dell’equitazione classica sarà assicurata dalla presenza di alcuni Gran Maestri della penisola Iberica con i loro nobili cavalli andalusi e lusitani: un nome da citare tra tutti è il portoghese Luis Valenza, la leggenda dell’equitazione d’alta scuola.

Ed ora, in attesa dell’evento, non resta che farsi stregare da alcune foto dal fascino indiscutibile.

 

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14/12/2008

Le aste che fanno storia

 

 

 

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Se volete assistere ad una delle aste più grandiose che la storia contemporanea ricorderà per molto tempo, il 23, 24, e 25 febbraio prossimi  volate a Parigi e raggiungete il Grand Palais, dove, con il patrocinio di Cristie’s, in partnership con la Pierre Bergé & Associates , andrà all’incanto la straordinaria raccolta d’arte di Yves Saint Laurent  e del suo  compagno Pierre Bergé, collezionata in circa cinquant’anni di vita vissuta insieme, sia nel privato che nel lavoro.
Si tratta di oltre settecento pezzi unici che insieme costituiscono un’eterogenea rappresentazione di tutte le arti,  dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla vetreria alla falegnameria, tanto per citarne alcune,  di diverse epoche e continenti. Tra i dipinti, disegni e collages campeggiano le firme di artisti come Manet, Cézanne, Modigliani, Gauguin, De Chirico, Matisse, Picasso, Braque, Degas, Mondrian, Munch, Goya, e tanti altri ancora;  tra gli arredi vedrete manufatti del rococò italiano e francese, mobili stile Luigi XVI di Weisweiler, altri di Art Déco, e poi ancora, arazzi, argenti, avori, vasi, vetri , manoscritti, libri rari, un vero universo di qualità e bellezza la cui  stima complessiva si aggira intorno ai 200-300  milioni di euro.

Due sono le residenze parigine nelle quali hanno vissuto la coppia Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, una in rue de Babylone, e l’altra in rue Bonaparte, ed in esse è stata accumulata con estremo garbo e gusto per il bello, la prestigiosa collezione d’arte. Ogni ambiente contiene un tesoro, dall’ingresso alla biblioteca, ad ambienti appositamente allestiti. La musa ispiratrice della raccolta fu la famosa viscontessa rossa, Marie–Laure de Noailles, che con suo marito Charles dominò per decenni la vita culturale parigina. Da lei impararono il gusto di “miscelare liberamente stili, epoche, continenti”, dice  Bergé.

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Piange il cuore al  pensiero che un tesoro così immenso, testimone di due vite unite per cinquant’anni dall’amore reciproco e dalla stessa passione per la moda, possa disperdersi in un’infinità di altre vite in soli tre giorni, ma è lo stesso Pierre Bergé a darcene una spiegazione:  E’ basilare mostrare quello che un uomo ha fatto della sua vita. Il nostro denaro arrivava da un mestiere apparentemente effimero e futile, ma è andato trasformandosi in questi mobili, quadri e oggetti. Non si è nascosto nel buio di caveau bancari, né moltiplicato o perduto sull’alea delle tempeste di Borsa. Ma ora gran parte delle mia esistenza è svanita con la scomparsa di Yves. Che mi manchi un quadro ora non è poi così cruciale”.

 

Per Pierre Bergé, che alla morte di Yves Saint Laurent  avvenuta lo scorso primo giugno, ha espresso il suo dolore con poche puntuali frasi, “Presto le tue ceneri raggiungeranno la sepoltura che ti attende ai giardini di Majorelle della nostra residenza a Marrakech su cui guardavamo assieme il sole tramontare … nel lasciarti Yves, vorrei dirti della mia ammirazione, del mio profondo rispetto... e del mio amore”,  il tesoro da loro accumulato con tanta passione non luccica più di luce propria, ora che non può più condividerlo con Yves, e di tutta la collezione terrà per sé solamente pochissime opere a lui particolarmente care, e tra queste c’è il primo pezzo acquistato dal suo compagno nel 1958, l’anno in cui Saint Laurent   fu consacrato tra i grandi della moda di tutti i tempi con la sua rivoluzionaria collezione “Trapèze”: si tratta di una grande scultura lignea ivoriana rappresentante un  uccello dalle grandi ali aperte.

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Cosa non poco rilevante è che l’intero ricavato dell’asta servirà a finanziare una nuova fondazione destinata alla ricerca scientifica e alla lotta all’Aids, un progetto di  Bergé da lui fortemente perseguito.

17/11/2008

La settimana della storia

 

 

 

 
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Dal 18 al 22 novembre torna a Roma La settimana della storia nella sua seconda edizione, completamente dedicata al ruolo avuto dalle giovani generazioni nelle vicende europee  del secolo scorso. Gli incontri previsti nel programma si svolgeranno presso l'Auditorium dell'Ara Pacis in via di Ripetta, e sono curati anche quest'anno da Luca Giansanti e Roberto Bonuglia con la coordinazione del  Prof. Marco De Nicolò.

 

Per la prima volta,  in un’indagine trasversale che partirà dalla Grande Guerra fino ad arrivare agli anni di Piombo, si darà particolare risalto al potenziale creativo dei giovani, ai loro sentimenti, alle loro passioni, e quindi alla loro capacità di diventare protagonisti dei grandi cambiamenti politici e culturali del novecento:  se per secoli la giovinezza non è stata che un inevitabile e veloce passaggio verso un'età adulta considerata immutabile nel suo evolversi, con il Novecento essa si è cominciata a delineare come una età a se stante, quasi uno stato della mente indipendente dall'età anagrafica, legittimata ad elaborare propri sistemi valoriali e culturali trasportandoli attraverso il tempo tanto da impregnarne le società e riuscendo, talvolta, a farli sopravvivere alle generazioni che li avevano creati imponendoli anche al grande pubblico.”

 

Le sette tavole rotonde in programma saranno precedute da  un'importante Lectio Magistralis di Emilio Gentile sulle Giovani generazioni nella storia dell'Europa del Novecento mentre a chiusura della manifestazione è prevista una conferenza di Francesco Perfetti su Il mito del giovanilismo nel Novecento italiano.

 

Numerosi documentari prodotti da Rai Educational intervalleranno i vari incontri, e nel pomeriggio di mercoledì 19il regista Italo Moscati e Mirella Serri terranno una “ lezione multimediale sul tema I giovani tra utopia e realtà: immagini inedite dal Novecento italiano durante la quale saranno proposti al grande pubblico alcuni filmati inediti gentilmente concessi dall'Istituto Luce

 

“ La Settimana della Storia potrà essere «seguita» nella sua originale e suggestiva programmazione anche grazie al sito internet www.settimanadellastoria2008.it: una vetrina aggiornata che permetterà a tutti gli studiosi di storia ma anche ai semplici appassionati della materia di confrontarsi, proporre nuovi stimoli per le prossime edizioni e tenersi aggiornati sulle iniziative correlate alla Manifestazione (rassegna stampa, pubblicazione degli atti, cronaca degli eventi, etc.)

 

Quello dell'Ara Pacis è dunque un appuntamento di grande interesse perché pone, di fatto, la prima pietra per un modo nuovo di leggere la Storia responsabilizzando e coinvolgendo direttamente i giovani sia come oggetto dell'analisi storiografica sia come attori della stessa, fornendo anche a giovani studiosi la possibilità di leggere «la propria Storia» misurandosi con docenti affermati e di indubbio spessore scientifico” (Khayyam's Blog)

 

Settimana della Storia 2008

 

Curatori dell'Evento: Luca Giansanti - Roberto Bonuglia

 

Coordinamento scientifico: Marco De Nicolò

 

www.settimanadellastoria2008.it

 

segreteria@settimanadellastoria2008.it

 

07/11/2008

“Ogni artista autentico crea nuovi valori, nuove bellezze, e ne sorgono nuove leggi”

 

 

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Emil Nolde (1867 – 1956)

Galeries nationales du Grand Palais

3 avenue du Général Eisenhower

Oltre 70 dipinti e circa 40 opere tra acquerelli, incisioni e disegni, in sezioni organizzate per temi ed in ordine cronologico

Fino al  19.01.2009

http://www.rmn.fr/Emil-Nolde

 

Se  state  progettando un viaggio a Parigi, non potete pensare di salire in aereo senza aver inserito nei vostri programmi una visita alla più grande retrospettiva che la capitale francese abbia mai tributato a  Emil Nolde, uno degli artisti più discussi ed  avversati dell’espressionismo tedesco,  insofferente ad ogni regola e convenzione, ricercatore instancabile  di una forma personale di rappresentazione della realtà e della natura,   “ 'Cos'e' legge in arte' Cos'e' arbitrio e licenza' Ogni artista autentico crea nuovi valori, nuove bellezze, e ne sorgono nuove leggi '', il pittore misticheggiante e drammatico per eccellenza, colui che avvertiva il respiro della natura, il suo moto primordiale, e voleva rappresentarlo.

 

 

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Emil Nolde, pseudonimo di Emil Hansen, nacque  il 7 agosto 1867 nel villaggio tedesco di Nolde, vicino al confine con la Danimarca.  All’età di diciassette anni si avvicinò al disegno ornamentale lavorando in un mobilificio e  da quel momento la sua vita fu segnata da un progressivo avvicinarsi alla pittura che nel 1897 lo portò a dipingere la sua prima opera, I giganti della montagna. La sua storia artistica fu segnata da una ricerca continua sul colore e sulla forma che lo avvicinò ad artisti come Paul Gauguin e  Edvard Munch,  Vincent Van Gogh e James Ensor. 

Come fu per Gauguin, anche Nolde subì il fascino dell’esotico, ed intraprese  lunghi viaggi in Russia, Giappone, Cina e Nuova Guinea. La sua pittura non ne restò immune, e rispondendo alla necessità di mettere in risalto le forze primordiali del creato  divenne ancora più violenta, intrisa di colore steso a grandi pennellate, oramai privata quasi completamente del disegno. Durante il nazismo, nonostante la sua adesione al  Partito nazionalsocialista, rifiutò di mettersi al servizio dell’estetica voluta dal regime e per questo fu  pubblicamente diffamato e condannato come “artista degenerato”, ovvero appartenente alla entartete Kunst, termine usato per  etichettare l’arte che non rifletteva i valori ariani.  Gli fu  proibito di  dipingere, ma nonostante ciò gli riuscì di realizzare clandestinamente un migliaio di acquerelli.     Dopo la guerra fu riscoperto e rivalutato, e ad oggi è considerato uno dei maggiori rappresentati dell’espressionismo.

 

 

 

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30/09/2008

Premio Letterario Internazione “Città di Gaeta”

 

 

"Viaggiare colmi di speranza entrando nell'ignoto,  con poche informazioni: il modo in cui la maggior parte della gente vive la propria vita è completamente calcolatore, e questa stessa espressione sembra riassumere tutta l'esistenza umana" (Paul Theroux  Fresh Air Fiend)

 

         

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 Il prossimo due ottobre la riviera di Ulisse ospiterà anche quest’anno la premiazione dei finalisti al PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “CITTA’DI GAETA”, dedicato alla LETTERATURA DI VIAGGIO E D’AVVENTURA, giunto alla sua XIII edizione.

 

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Il premio è nato nel 1990 per celebrare Giovanni Caboto, conosciuto al mondo come lo scopritore del Canada,  il navigatore originario di Gaeta che nel 1497 partì per esplorare il nord della parte occidentale dell'Atlantico ed  il 24 giugno dello stesso anno, nel giorno di San Giovanni Battista, sbarcò nell’isola di Terranova,  che chiamò quindi  "Isola di San Giovanni” e ne prese possesso nel nome di Enrico VII d'Inghilterra, suo protettore e finanziatore.

Al premio concorrono numerosi autori con opere già edite,  aventi come tema il viaggio inteso come scoperta e avventura, non solo autentici reportage, ma anche viaggi immaginari che si muovono sia nello spazio che nella mente, alla  scoperta di nuovi mondi ma anche di  se stessi. La manifestazione è aperta anche alle  guide turistico-geografiche. Il concorso è diviso in tre sezioni,  autori italiani, autori stranieri e opera prima e vi possono partecipare solamente opere in lingua italiana pubblicate nell’ultimo biennio.

La giuria è formata da docenti universitari, scrittori, poeti, giornalisti, critici letterari, ed è presieduta da Folco Quilici.

Anche il montepremi è di tutto rispetto: 2mila per le prime due sezioni, mille euro per la terza.

Tra i vincitori delle passate edizioni ci sono nomi eccellenti, dallo stesso Folco Quilici  (non ancora presidente) a Tiziano Terzani e Corrado Augias, tanto per citare i nomi più noti al grande pubblico.

 

 

Per quanto riguarda i finalisti di quest’anno abbiamo:

Nella sezione autori italiani e stranieri di narrativa e saggistica:
Corrado Ruggeri, Il drago e la farfalla, Sitcom Editore
Arto Paasilinna, Il miglior amico dell'orso, Iperbora
 Luca Novelli, In viaggio con Darwin, Fabbri Editore
 Luca Clerici, Scrittori italiani di Viaggio (1700/1861), Mondadori
 Mariella Gramaglia, Indiana, Donzelli Editore
Italo Zandonella Callagher, La valanga di Selvapiana, Corbaccio

Nella sezione opera prima:
Christiana Ruggeri, La lista di carbone, Mursia
Giovanni  Montanaro, La croce di Honninfjord, Marsilio
Chiara Strazzulla, Gli eroi del crepuscolo, Einaudi

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25/09/2008

Il business delle mostre dilaga in forme sempre nuove e disorienta gli amanti dell’arte, me compresa

 

 

 Pochi giorni fa un trafiletto su Repubblica dall’accattivante titoloE ai  Capitolini arriva l’Apollo di Adriano”, mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia;  <perbacco>  ho pensato, <si tratterà di un’opera recuperata, un clamoroso caso degno del migliore ex ministro per i  Beni e le attività  Culturali Francesco Rutelli!>  Vado a leggere ed ecco la delusione: si tratta dell’Apollo di Mantova che dal museo del Palazzo Ducale gonzaghesco è andato in prestito ai Musei Capitolini. Dico delusione  non perché io disprezzi la bellissima statua databile all’epoca dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.),  anzi mi inchino di fronte a tanta incontenibile bellezza,

 

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ma non nascondo che questo ennesimo spostamento mi crea una certa inquietudine, soprattutto considerando che non si tratta di un evento isolato, escogitato giusto per  dare splendore alla prima uscita pubblica del nuovo sovrintendente ai beni culturali del comune di Roma,  Umberto  Broccoli, ma al contrario  inaugura una nuova iniziativa dal titolo “Ospitando…” , nelle cui intenzioni c’è lo sviluppo di un interscambio di opere d’arte tra musei con il quale si intende anche compensare l’assenza di altre opere d’arte a loro volta in prestito altrove (in questo caso l’Apollo sostituisce il Camillo già a Mantova per la mostra su Pier Jacopo Alari Bonacolsi, detto l’Antico).

Evidentemente non bastavano  le circa 1600 mostre  annuali  a far spostare vorticosamente le opere  da un museo ad uno spazio espositivo, da una storica galleria  ad un’altrettanto storico palazzo, ora ci si mettono anche gli interscambi tra musei: e noi amanti dell’arte che il  fine settimana trasciniamo un piccolo trolley da una stazione e l’altra attraversando mezza penisola solo per andare ad ammirare proprio quell’opera che da sempre sappiamo far bella mostra di sé in quel preciso museo? Oltre il sito di Trenitalia ed un lastminute per l’albergo, ora prima di partire diventa d’obbligo fare un’accurata ricerca in internet per essere sicuri di trovare, ad esempio lo Spinario, là dove l’abbiamo sempre saputo.

Oltretutto dietro  questo fenomeno non c’è tanto un progetto culturale, quanto la prospettiva di un grandissimo business che  in pochi anni ha fatto crescere vorticosamente  il fenomeno mostre,  tanto da regalarcene almeno una per ogni campanile della nostra bella penisola. E come sempre, quando la quantità prende il sopravvento è la qualità a farne le spese, ed il pubblico affezionato alle manifestazioni d’arte comincia a lanciare i primi segni d’insoddisfazione. Alla fine dei conti, poiché molto del denaro necessario all’allestimento di una mostra viene dai finanziamenti pubblici, noi finiamo per pagare due volte, una con il biglietto e l’altra con le tasse, un prodotto ben confezionato ma con poco contenuto.

Per dirla con il professor Guido Guerzoni, docente di Management  delle istituzioni culturali e del mercato dell’arte all’università Bocconi,  speriamo che non accada ciò che è successo alla RAI nella sua rincorsa alla tv commerciale, e che le gallerie pubbliche non cedano alla logica del botteghino a scapito della loro vocazione originaria che è semplicemente  culturale e scientifica.

E lo spera, sinceramente tanto, anche la sottoscritta.

07:28 Scritto da perdersy in Eventi | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: eventi, arte, mostre, musei, gallerie | OKNOtizie |  Facebook

22/09/2008

Festival della Letteratura di Viaggio

 

 

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Dal 25 al 28 settembre, a Roma,  nel Palazzetto Mattei sede della Società Geografica Italiana e nei suoi giardini, presso Villa  Celimontana, Via della Navicella 12, e nello Spazio Fontana e nella Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni,  in Via Milano 13 e 9a, si svolgerà il  

 

Festival della Letteratura di Viaggio

un viaggio nel viaggio attraverso la letteratura, il cinema, la fotografia, il teatro e la musica. Il programma è ricco di incontri ed eventi duranti i quali saranno messe sotto i riflettori alcune delle più importanti ed indiscusse testimonianze che il mondo intellettuale moderno e contemporaneo ha prodotto in merito al viaggio inteso essenzialmente come conoscenza di luoghi e culture diverse. Tra questi mi piace sottolineare due importanti mostre fotografiche che resteranno aperte fino al 26 ottobre dal titolo “A.bc. In Australia sulle tracce di Bruce Chatwin, 20 anni dopo Le vie dei canti”   e  Mostra Asia, viaggiatori fotografi nel cuore dell’Asia, Gli scatti di Jules Brocherel, Giotto Dainelli, Fosco Maraini

Di rilievo è anche lo spazio che sarà dedicato alle rassegne italiane sulla letteratura di viaggio: il Premio Chatwin Camminando per il mondo di Genova, il Premio Terzani di Udine,  il Premio L'Albatros Città di Palestrina e il Festival del Viaggio Il Milione di Pisa.

Ma il grande protagonista di questa iniziativa è senza dubbio Folco Quilici, al quale sarà dedicata una retrospettiva di tutta la sua intensa opera, con ben quattro appuntamenti durante i quali verranno proiettati alcuni dei suoi  più importanti film, presentati dall’autore stesso.

 

Per ulteriori approfondimenti consultate il sito

 

http://www.festivaletteraturadiviaggio.it

 

e …. dimenticavo, ci sarà anche uno spazio dedicato al web, un incontro con i protagonisti di community, siti e blog di viaggio!

 

 

18/09/2008

Il 3 ottobre prossimo, a Roma, Carlo Revelli, e Francesco Piccinini presenteranno AgoraVox Italia

 

 

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Che AgoraVox,  il sito francese dell'informazione dal basso fondato da Carlo Revelli nel 2005, dal primo settembre 2008 è online anche in Italia è oramai notizia diffusa, ma forse non tutti sanno che il 3 ottobre prossimo ci sarà a Roma la sua presentazione ufficiale,  presieduta dal fondatore  Carlo Revelli, e dal manager di AgoraVox Italia Francesco Piccinini, che ne coordina la redazione direttamente da Parigi, dove vive.

 La presentazione  avrà luogo a Roma presso il Nuovo Cinema Aquila, in via L’Aquila 68, alle ore 11,  e sarà seguita dai risultati dell’inchiesta partecipativa su camorra e rifiuti nata da un’idea di Francesco Piccinini ed alla quale parteciperanno importanti personalità impegnate nella  lotta contro mafia e camorra.  Ecco come lo stesso Piccinini ha presentato l’inchiesta da lui promossa:

Da Chiaiano a Savignano passando per Casale e lo smaltimento illegale di rifiuti da parte delle aziende del nord Italia. Responsabilità camorristiche e politiche che hanno portato e porteranno la Campania ad essere lo sversatoio d’Italia.
AgoraVox ha informazioni inedite e testimonianze mai apparse sulla stampa nazionale ……
All’inchiesta stanno collaborando anche “normali” cittadini con i loro contributi e video.
Un’inchiesta lunga complessa, perché abbiamo ricostruito 18 anni di connivenze.
E’ il momento di accendere i fari
….”

 Una larga  partecipazione a questo evento è importante per dimostrare che l’informazione dal basso, non strumentalizzata dal potere, è una necessità della società civile.

 

12/09/2008

"Fa’ la cosa giusta!” la Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

 

 

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Il 26, 27 e 28 Settembre si svolgerà a Genova, nell’area del porto antico,

Fa’ la cosa giusta!  la Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, un’idea di “Terre di Mezzo”,  con il sostegno di numerose associazioni che operano nel sociale, per l’ambiente, per lo sviluppo del commercio equosolidale, per l'autosufficienza e l'autodeterminazione dei paesi poveri  ( l’Arci Genova, la Banca Etica circoscrizione Liguria, La Bottega solidale, il Fair, L'Associazione Birulò, Legambiente Liguria, Mani Tese, Il Movimento Difesa Del Cittadino)

 

“Fa' la cosa giusta”  è una fiera nella quale non si vendono solo prodotti,  è “anche un mondo di valori, idee e contenuti culturali e politici che sottendono e sostengono i tanti progetti e prodotti esposti

 

 

“Terre di Mezzo” è  il giornale di strada nato a Milano  ben 14 anni fa con l’obiettivo di essere indipendente, alternativo, e propositivo:  Siamo nati per strada. Ci distingue l'attenzione per chi lavora con ostinazione, spesso nell'ombra, alla costruzione di un mondo diverso, scegliendo pratiche quotidiane alla portata di tutti. E la simpatia per le storie delle tante "persone qualunque" cui è capitato di vivere, per sorte o per scelta, nelle periferie del nostro mondo. Emozioni e vicende che raramente guadagnano le pagine dei giornali e i cataloghi dei grandi editori, ma che ci piacciono per quanto sono autentiche e vive. Forse per questo continuiamo a pensare il giornale e i libri come spazi e non come oggetti”.

 

 Il giornale è nato dall’impegno iniziale di quattro persone e nel tempo è cresciuto arricchendosi  con l’arrivo di nuove forze, tutte convergenti in un unico laboratorio dal quale escono giornali, libri, manifestazioni, iniziative campagne ed eventi,  il cui scopo è unicamente quello di apportare un contributo positivo e concreto alla parte più debole della società civile.

 

 

 Fa’ la cosa giusta!  è la fiera nella quale :

i cittadini interessati al consumo critico e consapevole trovano progetti innovativi e creativi per un mondo più equo e più pulito
le aziende che fanno della sostenibilità ambientale e sociale il loro punto di forza, promuovono beni e servizi di qualità, rispettosi dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori
l'associazionismo, il terzo settore, il volontariato diffondono una cultura di impegno, pace, solidarietà, giustizia e partecipazione.
le istituzioni e gli enti locali presentano le proprie "buone pratiche" per un cambiamento virtuoso del nostro modo di produrre, consumare, governare e divertirsi
tutti possono incontrare nuovi "compagni di strada" con i quali costruire relazioni, dar vita a collaborazioni sinergiche e consolidare reti economiche e sociali”

 

 "Fà la cosa giusta" può diventare il nostro slogan personale, per l'ambiente che ci ospita, per una società civile più solidale, per il nostro futuro e quello dei nostri figli.

http://www.falacosagiusta.org

 

www.terre.it

05:53 Scritto da perdersy in Ambiente | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: ambiente, eventi | OKNOtizie |  Facebook

10/09/2008

Festival Internazionale di Letteratura Ebraica

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Dal 20 al 24 settembre si svolgerà a Roma la prima edizione del  Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, presso la Casa dell’Architettura, in Piazza Manfredo Fanti, 47.

 

 

Il programma spazia dalla letteratura al cinema, dalla storia alla poesia,  e offre incontri con alcune delle voci più autorevoli del  panorama intellettuale ebraico,da  Haim Baharier  a Wlodek Goldkorn, da Lia Levi a Nathan Englander, voci diverse, più giovani e meno giovani, ma tutte riconducibili ad un’unica volontà, quella di dar voce ad un popolo diffondendo la sua cultura, la sua storia, le sue speranze e soprattutto quella di unire attraverso la letteratura, il mondo ebraico e ciò che è estraneo ad esso, affinché si possa abbattere la reciproca diffidenza, e fare delle differenze non un punto rottura ma un’occasione di crescita.

 

Tra i tanti mi piace ricordare l’iracheno dissidente  Sami Michael, rifugiatosi in Israele fin dal 1949 per sfuggire ad un mandato d’arresto emesso nei suoi confronti dal regime di Bagdad, ed attualmente presidente dell’Associazione per i diritti umani in Israele.  Lo scorso anno, alla fiera delle piccola editoria a Roma, ho avuto il piacere di acquistare un suo libro, Una tromba nello uadi, pubblicato da Giuntina,  un romanzo bellissimo, carico di umanità, passione e soprattutto di speranza, la  speranza che può nascere quando le diversità si incontrano superando la paura ed  i sospetti, come nell’amore tra un ebreo ed un’araba,  tra Alex ed Huda:

 

 Avevo legato il mio destino a quello di un ebreo, ma le mie paure erano le paure di un’araba. Non osai nemmeno chiedere cosa stesse succedendo alle persone allarmate sul marciapiede. Ero sicura che tutti sapessero dal mio viso quello che mi passava dentro in quei momenti. Sentii di camminare come un’araba, di guardare come un’araba, di pensare come un’araba. Gli uomini e le donne sul marciapiede accompagnavano con uno sguardo ebraico i figli e i fratelli, i mariti e i padri che andavano incontro a una guerra ebraica. L’estraneità si rafforzava in me ad ogni passo. Le mie gambe si fecero pesanti. Cercai di concentrarmi sul fatto che anche Alex era ebreo, ma nel mio cuore battevano le note delle ninnananne arabe della mia infanzia. E all’improvviso scomparvero, lasciandomi sola, trasparente, senza un volto, non araba, non ebrea, in una strada che era tutta un unico rigido volto di ansia e paura, di odio e furia

 

Per informazioni: http://www.festivaletteraturaebraica.it/