13/04/2009

Arte, Genio e Follia. Il giorno e la notte dell’artista

 

 

manifesto.jpg

Finalmente una mostra d’arte  diversa, lontana dai clamori ai quali siamo oramai abituati da quando il genio artistico è diventato preda del business, almeno così io giudico quella in corso nel complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena, ideata e curata da Vittorio Sgarbi, e visitabile fino al 25 maggio prossimo.

Arte, Genio e Follia. Il giorno e la notte dell’artista rappresenta il primo tentativo in Italia di indagine del rapporto tra produzione artistica e disagio mentale. Attraverso 9 diverse sezioni, affidate alla cura di grandi nomi del campo dell’arte, il pubblico si trova di fronte a opere che affrontano il tema della follia in modo immediato e di grande impatto emotivo. L’intento è quello di indagare “l’essere nel mondo” degli artisti attraverso le loro opere, senza tuttavia rinunciare alla fondamentale prospettiva storica e a tutti quei contributi che hanno studiato “arte, genio e follia” da altri punti di vista, siano essi di natura artistica, scientifica o medica

Una storia dell’arte dentro la storia della malattia mentale, partendo dal Medioevo e dalle sue navi di folli in rotta per l’isola di “Mattagonia”,  passando per la  vita manicomiale del XVII secolo, attraversando  il  positivismo che per la prima volta  studiò la malattia mentale sotto il profilo biologico, fino ad arrivare ad artisti come Van Gogh, Munch, Strindberg e Kirchner nella sezione “Genio e follia al tempo di Nietzsche”, dei quali colpisce prima di tutto la consapevolezza del male oscuro che li stava divorando:

lavoro come un pazzo nella mia stanza, il che mi fa bene e scaccia, a quanto sembra, i pensieri strani. … Il mio pennello scorre fra le mie dita come se fosse un archetto di violino” (Van Gogh dal manicomio di Saint-Rémy, in una lettera al fratello Theo, a pochi mesi dal suicidio)

quando passeggio al chiaro di luna …  rimango atterrito dalla mia stessa ombra … E vivo con i morti, con mia madre, mia sorella, mio nonno, mio padre  (Munch, dal suo diario)

Se si potesse trasformare completamente la sofferenza in creatività si schiuderebbero nuove incredibili possibilità. Io cercherò di farlo nella misura del possibile” (Kirchner )

 

Si prosegue con le opere dell’avanguardia europea definita “arte degenerata” dal regime nazista, per finire  con il surrealismo di artisti come André  Masson, Victor Brauner e Max Ernst, con i loro contenuti visionari e la pretesa di rappresentare una realtà assoluta, la “surrealtà”, sospesa tra realtà e sogno.

 

Quasi 400 opere tra dipinti e sculture, forse troppe, ma più che mai attuali in un’epoca in cui il male di vivere, il senso di straniamento,  colpisce un’umanità oramai alla deriva in un contesto sociale ed economico imbarbarito a dispetto delle sue più apprezzabili intenzioni.

 

Per maggiori informazioni:  http://www.artegeniofollia.it/

 

19/02/2009

Dedicato a tutti coloro che sanno accendere un sorriso

 

                       113x167      102x184        64x168

 


Come nascono i dolci di carnevale?
Durante i festeggiamenti era usanza cucinare dolci veloci, poco costosi, da offrire alla moltitudine di persone che interveniva. Da qui la tradizione dei fritti: acqua, farina e zucchero che ancora oggi, pur con qualche ingrediente in più, si trasformano in castagnole, frittelle, zeppole, tortelli, struffoli, frappe, cenci, chiacchiere.

Quali sono i carnevali più lunghi d’Italia?
Due sono i carnevali più lunghi d'Italia: quello Ambrosiano, detto anche "carnevalone", che si conclude il primo sabato di Quaresima e quello di Putignano, in Puglia, che inizia addirittura a Santo Stefano e finisce alle Ceneri, col funerale e il rogo del fantoccio del Re Carnevale.

 

Qual è il carnevale più antico d’Italia?
Il carnevale di Fano è il più antico d’Italia; il primo documento noto nel quale vengono descritti festeggiamenti tipici del Carnevale nella città, risale al 1347.

 

Come nascono i coriandoli?
I coriandoli, tondi carta colorata (inventati, si dice, da un milanese), all'origine erano semi della pianta di coriandolo ricoperti di gesso, usati come confetti da lanciare da carri e da balconi.

 

Come nasce la cartapesta?

La nascita della moderna “cartapesta” e’ dovuta al Maestro Antonio D’Ariano (1925) che pensò ad un nuovo sistema: ricoprire la creta con il gesso, in modo da ottenere uno stampo al negativo della figura originale, e poi mettere vari strati di carta all’interno del modello di gesso. Una volta asciugata, la sagoma in carta si staccava dal gesso senza problemi e, identica all’originale, pesava qualche chilo invece di quintali. Grazie a questa invenzione si possono costruire carri immensi che sfidano le leggi della gravità.

 

Quando è stato costruito il primo carro allegorico?
Nonostante le origini antiche di alcuni carnevali italiani, il primo carro viene costruito a Viareggio solo nel 1873. Esso fu costruito da operai portuali che, ispirandosi alle tecniche di costruzione delle navi, riuscirono a fabbricare strutture con un sistema di corde, cavi d’acciaio e carrucole usatie nei cantieri. Queste prime opere ospitavano mascheroni realizzati in gesso e pesavano, quindi, anche parecchi quintali. Nel 1921 un carro ospitò, per la prima volta, una intera orchestra. La cosa ebbe così successo che nel 1923 alcuni carristi pensarono di far “ballare” anche i pupi, realizzando, così, i primi movimenti.

 

Da dove nascono le più famose maschere italiane?
Le maschere tradizionali italiane sono il prodotto della Commedia dell’arte, il fenomeno teatrale che si sviluppa alla fine del 1500 in Italia. Una delle rappresentazioni più gettonate di queste commedie era la "beffa del servo", una sorta di rivincita concessa all'umile nei confronti del potente. Innumerevoli sono le rappresentazioni, specie sui palcoscenici della decadente Repubblica veneziana, che hanno come tema il contrasto tra il servo zotico, lo "Zanni" e il padrone vecchio e rincitrullito, il "Magnifico".
Le varie forme in cui si manifesta fanno sì che il personaggio dello Zanni subisca continue e sostanziali modifiche rendendosi sempre più simpatico e variegato: questo spiega la presenza, nella tradizione giunta fino a noi, di tante maschere rappresentanti parti di servitori, dal celeberrimo Arlecchino allo scaltro Brighella.
Un posto di primo piano era poi riservato alle maschere dei "vecchi" che generalmente erano due, ma non avevano sempre e dovunque lo stesso nome; perlopiù furono conosciuti l'uno sotto il nome di Pantalone e l'altro di Dottore, Dottor Graziano o Dottor Balanzone.
Altra maschera fondamentale era quella del Capitano, soldataccio spaccone, vanaglorioso, violento e pavido, altrimenti noto come Capitan Spaventa, Capitan Rodomonte o Capitan Matamoros. In questa maschera si è voluto vedere una caricatura feroce del soldato spagnolo che, nel periodo di tempo in cui fiorì la Commedia dell'Arte, spadroneggiò in quasi tutta la penisola.
Tutti questi straordinari personaggi sono riusciti a sopravvivere alla morte del teatro al quale pur debbono la vita, perché riconosciuti degni di rappresentare ciò che di più caro le città italiane avevano nel cuore, le tradizioni domestiche, la parlata popolare, lo spirito delle antiche cose.

18/02/2009

Carnevale

 

carn15.gif (4854 byte)

 

Il Carnevale "non è una festa che si offre al popolo,

ma una festa che il popolo offre a se stesso".

 

Goethe

 

Cari amici il Carnevale è una delle poche feste che unisce tutta l'Italia, come? ma con

LE CHIACCHIERE

 in Friuli si chiamano Grostoli,

in Emilia Sfrappole,

 in Veneto Galani,

 nelle Marche, in Umbria e nel Lazio Frappe,

Cenci in Toscana,

Chiacchiere in Campania.

La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco, o dall’acquavite, o dal liquore all’anice.

 


ingredienti:
gr 400 farina 3 uova
gr 50 zucchero
gr 50 burro
mezzo bicchierino di liquore
un pizzico di sale
zucchero a velo
corteccia di mezzo limone grattugiata
olio di oliva (o di semi) q.b.

 

preparazione:
In una terrina sciogliere lo zucchero nel burro; si impasta la farina con le uova, lo zucchero sciolto nei burro, il mezzo bicchierino di liquore, un pizzico di sale e la corteccia grattugiata di mezzo limone. Quando l'impasto è ben lavorato lasciar riposare per mezz'ora. Si schiaccia con un mattarello fino ad ottenere uno strato sottile di un millimetro di spessore. Si taglia questa schiacciata con una rotella smerlata formando rettangoli di cm 2x6 o di altro formato a piacere più o meno lungo e stretto. Si frigge in olio di oliva (o semi) e si spolvera con lo zucchero a velo.

.

La stagion del Carnevale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar.

.

(Carlo Goldoni, da Una delle ultime sere di Carnevale)

 

Buon Carnevale a tutti

 

28/12/2008

Apassionata Grand Voyage

 

 

Vi piacciono i cavalli?  gli spettacoli equestri vi incantano? Allora non potete certo perdervi il ritorno in Italia di Apassionata, il grande show europeo condotto interamente da cavalieri di fama internazionale con i loro magnifici destrieri, accompagnati da grandi ballerini e dalla voce di Arndis Halla. Il nuovo spettacolo, che ha già debuttato in Germania nei primi mesi del 2008, porta il titolo di Grand Voyage  e vuole trasmettere tutta la passione e l’entusiasmo per l’avventura e per il mondo selvaggio, ma anche l’interminabile viaggio nei segreti dell’amore che lega l’uomo al suo cavallo e viceversa.

 

 

 

ApassionataGV.jpg

Dal 23 al 25 Gennaio a Firenze, presso il Nelson Mandela Forum e dal 31 Gennaio al 2 Febbraio 2009 a Milano presso il  PalaSharp ( http://www.mandelaforum.it  -  http://www.apassionata.it )

 

 

.

Se siete abili con la fantasia, potrete tuffarvi nella bellezza del Nord seguendo le performance dei cavalli islandesi, oppure indietreggiare nel tempo fino ad una notte del 19° secolo facendovi stregare dall’imponenza dei cavalli Frisoni nei loro mirabolanti esercizi, accompagnati da ammirevoli ballerini di Can can. Non mancherà neanche il fascino dell’oriente grazie alla presenza di uno spettacolo dedicato alle arti marziali asiatiche  durante il quale, sulle potenti note di una batteria giapponese di Taiko,  si esibiranno una giovane amazzone arciera ed alcuni stunt-riders di tutto rispetto. La tradizionale armonia ed eleganza  dell’equitazione classica sarà assicurata dalla presenza di alcuni Gran Maestri della penisola Iberica con i loro nobili cavalli andalusi e lusitani: un nome da citare tra tutti è il portoghese Luis Valenza, la leggenda dell’equitazione d’alta scuola.

Ed ora, in attesa dell’evento, non resta che farsi stregare da alcune foto dal fascino indiscutibile.

 

dream.jpg
 .
dream2.jpg
.
voltige.jpg

 

24/12/2008

Auguri

merry_christmas_1280x1024-437x350.jpg 
"Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l'anno."
(C. Dickens)

20:40 Scritto da perdersy in Eventi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: natale, auguri, festività | OKNOtizie |  Facebook