14/08/2009

Il blog prende il volo

 

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Il blog prende il volo!
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un abbraccio virtuale a tutti
ed un arrivederci a Settembre
Alfia

22:28 Scritto da perdersy in blog life | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: viaggi, ferie, vacanza, alfia, canada | OKNOtizie |  Facebook

17/07/2009

Buon compleanno Libriinviaggio

 

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Carissimi amici, stavo per chiudere la finestra su questa lunga e bollente giornata di luglio quando ho cominciato a sentire un fragoroso rumore nelle mie connessioni cerebrali, e con ancora in mano il cintino dell’avvolgibile ho iniziato a frugare nella materia plastica del mio cervello per capire la causa di quel frastuono. Ho iniziato a ripercorre le ultime ore del pomeriggio cercando di recuperare una mancanza, una svista, un equivoco non ancora chiarito, ma nulla:  la visita a mia madre ed al suo braccio destro ingessato era stata fatta, la visita a mio fratello che questa notte parte per la Croazia anche,  prima di salutarlo ricordavo bene di aver  ammirato i suoi splendidi acquari e le sue bellissime piante carnivore soddisfacendo il suo giustificato orgoglio, prima ancora ero  riuscita a fare due acquisti per i saldi dando il mio sostegno  all’economia di mercato,  sulla strada del rientro diligentemente avevo fatto il pieno di gpl nel distributore più economico, alle  19:00 la spesa era già in frigo, per le 20:00 la cena campeggiava sulla tavola, e alle 21:00  le stoviglie riposavano nella lavastoviglie, cos’altro c’era ancora da fare? Stavo per darmi vinta quando i miei occhi hanno incrociato il calendario appeso a lato del finestrone.

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Cribbio ma oggi è il 17 luglio, il mio blog compie un anno, e con lui Perdersy, che poi sarei io, Alfia, ma che a volte si dimentica di essere Alfia per diventare  solo Perdersy.

 

Buon compleanno Libriinviaggio

 

e un grazie affettuoso a tutte le persone  che mi leggono e che, con la loro attenzione,  mi danno la carica per continuare questa bellissima avventura anche nei momenti tristi della vita.

 

Alfia

 

16/11/2008

Quando manca l’ispirazione

 

 

 

alfia + grande.jpg Non scrivo più da alcuni giorni e  mi sento colpevole anche se non lo sono:  ho dovuto portare il mio pc da un dottore specializzato che ieri me lo ha riconsegnato come nuovo. In questo periodo di allontanamento forzato ho scoperto che oltre il mal d’Africa, la saudade,  il mal di Patagonia  e la nostalgia per una natura primordiale ( quando-vivere-nella-giungla-e-una-necessita-dell-anima.html ), esiste anche il mal di blog, non solo per quel senso di privazione di cui si può soffrire quando un’abitudine ci viene negata,  ma anche perché dopo un così lungo  periodo di assenza ora mi sento incapace di scrivere.

 

Durante la stesura di La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo, Sterne prese l’abitudine di rivolgersi molto spesso al  lettore pregandolo di aiutarlo in ogni sua difficoltà, ma io come posso pretendere un aiuto da voi alle 13,30 di domenica,  mentre probabilmente  vi state gustando una squisita pasta al forno, un cosciotto d’agnello arrosto, o magari siete già al dolce e state raschiando il fondo della coppetta dove fino a poco fa campeggiava una splendida mousse al cioccolato?

Pensandoci un attimo, forse c’è qualcuno a cui posso chiedere intercessione , anzi più di uno, cosa stanno a fare altrimenti i santi del giorno nel nostro calendario? Mica possono pensare di starsene lì semplicemente citati a scaldare la carta, la quale  ci costa anche  un bel po’ in termini ecologici!

Allora vediamo, oggi abbiamo ben 17 santi tra i quali scegliere: potrei rivolgermi a S’Agnese di Assisi per questione di comodità, essendo una mia corregionale e neanche troppo lontana dal mio paese, oppure a Santa Geltrude La Grande, che pur essendo tedesca fu fanciulla di grandi passioni _________ per le arti cosa andate a pensare ________ letteratura, musica, canto e arte della miniatura per la precisione. Anche Beato Simone Abate di Cava dei Tirreni mi è simpatico, non foss’altro perché donò terreni e case a quei  poveri cristi che abitavano i suoi feudi, ma tra i tanti, dopo attenta analisi, ho deciso di scegliere Sant’Otmaro di San Gallo abate. Sì perché Otmaro carissimi amici, fu proprio una pasta d’uomo, buono come il pane: monaco cenobita al quale non mancava proprio nulla,  tanto da poter fare vita da nababbo con tutte le donazioni che arrivavano al suo monastero di San Gallo, nell’odierna Svizzera,  decise invece di donarsi ai poveri, non solo con la beneficenza,  che in fondo è la cosa più facile da fare per chi possiede, ma soprattutto nella cura dei malati, ed in particolare dei lebbrosi che si mise ad assistere personalmente. Ora accadde che al vescovo di Costanza, tal Sidonio, non andava proprio giù il vedere tanta ricchezza nelle mani bucate di Otmaro e si mise a pretendere di porre il convento di San Gallo sotto il  controllo della sua diocesi. Visto che non c’era altro modo di soddisfare tale bramosia, si cercò un novello giuda, e nell’anno 759 tosto si presentò l’infedele monaco Lamperto a rendere falsa testimonianza, accusando Otmaro di adulterio e reati a sfondo sessuale dinnanzi ad un tribunale ordinario, che dapprima condannò il povero abate a morire di fame, esposto sulla piazza reale,  ed infine lo esiliò nell’isola di Werd, sul Reno, dove il buonuomo morì il 16 novembre dello stesso anno. Dieci anni dopo la sua morte i monaci del convento di San Gallo  decisero di andarsi a riprendere i resti dell’amato fondatore, ma nel viaggio di ritorno furono colti da una violenta tempesta dalla quale si difesero rinfrancandosi con una botticella di vino che si erano portati dietro per dissetarsi, (come dargli torto, di acqua in effetti ne avevano a volontà!),  la qual botticella  ad ogni sorsata si riempiva miracolosamente in egual misura a quella che era finita nella gola dei bravi monaci.

 

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Ecco così che Otmaro viene ora ricordato non solo come protettore degli ammalati e dei calunniati, ma anche per quella fiaschetta di vino che insieme al bastone di abate è diventata il suo secondo attributo nell’iconografia ufficiale, quasi a voler intendere che infine su ogni disgrazia ci si può sempre bere sopra alla salute di tutti, anche dei calunniatori.

 Ed ora con un buon bicchiere di rosso di Sangiovese bevo alla mia salute e a quella del mio pc, augurandogli lunga vita e pregandolo di non lasciarmi nuovamente in panne.

 

 

30/10/2008

Sul valore del blog

 

 

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 Da un’amica,  un’interessante argomentazione sui blog e il loro mondo, una riflessione

“ …..   sul valore del blog che è diario, punto di incontro, luogo di aggregazione e scambio. Un mezzo agile ed economico per arrivare ad una  platea potenzialmente immensa, "giornali" , come i loro lontani  predecessori, i "journal" diari di avventure e scoperte tenuti ed aggiornati da molti illuministi, che nutrono attenzione per  il dettaglio, in cui si cura stile e immagine , e, soprattutto,  offrono spunti stimolanti, mai banali. Perché questa , oltre alla versatilità, alla diversificazione per generi, è la carta vincente del blog rispetto alla comunicazione mediatica istituzionale. 

 E' straordinario pensare come il patrimonio di conoscenze personali, il vissuto prossimo e lontano di milioni di persone (i bloggers, appunto), possa diventare un enorme vaso di Pandora della conoscenza a cui tutti liberamente attingiamo.

Ricordo che agli esami di teoria e tecnica della comunicazione di massa, mi colpì la teoria della riproducibilità dei modelli come fonte di arricchimento degli strumenti di conoscenza, diffusione e -conseguente- vendita.  Il blog ne è un esempio.

E' riproducibile, è un contenitore no limits, permette di condividere ,  diffonde e canalizza informazioni e quindi fa crescere l'offerta, veicola visibilità.

La domanda ha potenziali inimmaginabili ma va diffusa.

Per cui: olio di gomito! Anzi sgomitate, fatevi largo e non mollate!  Simona”

15:55 Scritto da perdersy in blog life | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: blog, blogger, blogsfera | OKNOtizie |  Facebook

04/09/2008

Il blog, che passione

 

 

Da blogger neofita quale io sono, soffro di tutte le insicurezze di chi è nuovo in un mondo di esperti,  e poiché girovagando in internet in cerca di qualcosa, fosse anche la biografia di Alessandro Manzoni,  bisogna fare il salto agli ostacoli fra uno sciame di blog dove si parla di tutto, dai buchi neri alle doppie punte dei capelli, mi ritrovo spesso a pensare al mio blog come ad una povera creatura che io cerco di gettare nella mischia mentre lui vorrebbe solamente starsene per conto suo.  I blog oramai sono diventati il condimento del web, e stanno alla comunicazione in rete, come il cacio sui maccheroni, l’olio nell’insalata, il limone sulla frittura di pesce!!!  Una cosa che mi incuriosisce molto di questo mondo, e che spesso tiene occupate le mie cellule neuronali mentre percorro i 45 chilometri che mi portano da casa all’ufficio,  è il fatto che sembra d’obbligo avere un Username diverso dal proprio nome di battesimo, ed anch’io ovviamente mi sono adeguata. Ora la scelta del proprio  Username  secondo me è una nuova arte da non sottovalutare, ci si potrebbe indire un concorso a premi. La potremmo definire l’arte della fantasia, della dietrologia, del simbolismo, del misticismo e altro ancora: per l’ Username  si scomoda la mitologia classica, la letteratura, la flora, la fauna, le metafore, il  logotipo e perfino gli ortaggi.  Insomma, converrete con me che usare semplicemente il proprio nome di battesimo è come andare a passeggio con la borsa acquistata alla fiera del paese in una piazza stracolma di signore griffatissime!!

Pensandoci bene con questa usanza si sta portando avanti una tradizione antica, forse in via d’estinzione: al mio paese tutte le persone di una certa generazione hanno un soprannome, e vi assicuro che di molti si ignorano  completamente i nomi di battesimo: non si è inventato nulla di nuovo quindi, l’unica differenza è che nel web il soprannome ce lo diamo da soli,  con ampia  libertà di scelta, e che non si chiama più con quella brutta parola che già da sola evoca appellativi spesso poco piacevoli per chi se li ritrova assegnati suo malgrado, ora abbiamo l’Username,  sicuramente molto più chic e in pendant con il web. 

 

 

La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi” ( Marcel Proust )

 

 

 

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