06/08/2009
Scorciare le distanze scorcia anche la comprensione del mondo
"Fu una splendida decisione e l'anno 1993 è finito per essere uno dei più straordinari che io abbia passato: avrei dovuto morirci e son rinato. Quella che pareva una maledizione s'è dimostrata una vera benedizione. Muovendosi fra l'Asia e l'Europa in treno, in nave, in macchina, a volte anche a piedi, il ritmo delle mie giornate è completamente cambiato, le distanze hanno ripreso il loro valore e ho ritrovato nel viaggiare il vecchio gusto di scoperta e di avventura.
D'un tratto, senza più la possibilità di correre a un aeroporto, pagare con una carta di credito, schizzar via ed essere, in un baleno, letteralmente dovunque, sono stato costretto a riguardare il mondo come a un intreccio complicato di paesi divisi da bracci di mare che vanno attraversati, da fiumi che vanno superati, da frontiere per ognuna delle quali occorre un visto; e un visto speciale che dica "via terra", come se questa via, specie in Asia, fosse nel frattempo diventata insolita da rendere automaticamente sospetto chiunque si ostini a usarla.
Spostarsi non è stato più questione di ore, ma di giorni, di settimane. Per non fare errori, prima di mettermi in viaggio, ho dovuto guardare bene le carte, rimettermi a studiare la geografia. Le montagne sono tornate a essere possibili ostacoli sul mio cammino e non più delle belle, irrilevanti rifiniture in un paesaggio visto da un oblò.
Il viaggiare in treno o in nave, su grandi distanze, m'ha fatto riscoprire un'umanità, quella dei più, quella di cui uno, a forza di volare, dimentica quasi l'esistenza: l'umanità che si sposta carica di pacchi e di bambini, quella cui gli aerei e tutto il resto passano in ogni senso sopra la testa.
…… Appena si decide di farne a meno, ci si accorge di come gli aerei ci impongono la loro limitata percezione dell'esistenza; di come, essendo una comoda scorciatoia di distanze, finiscono per scorciare tutto: anche la comprensione del mondo."
Tiziano Terzani - Un Indovino mi disse
15:16 Scritto da perdersy in Diari di viaggio | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: viaggi, oriente, popoli, geografia, storia, tiziano terzani, un indovino mi disse | OKNOtizie |
Facebook



Commenti
Brava! Questo è un libro da portare sempre nel nostro cuore... a presto paolo
Scritto da: paolo ciampi | 07/08/2009
elogio della lentezza: anche io ricordo che agli inizi della mia attività
si produceva tutto a mano, la gente aveva pazienza di aspettare il tempo necessario alla lavorazione, e il lavoro dava più soddisfazione.
Poi sono arrivate le macchine.
(Tutto bene, cara Alfia?)
Bye
Scritto da: paopasc | 07/08/2009
Scrivi un commento