27/06/2009
O la vita è una avventura da vivere audacemente, oppure è niente

27 giugno 1880
Nasce a Tuscumbia
Helen Keller
la scrittrice ed educatrice cieca e sorda dall’età di 19 mesi
“Alla sua vicenda, e a quella dell'istitutrice che le insegnò a interagire con il mondo esterno sì da poter affrontare gli studi fino alla laurea, fu dedicato il romanzo The Miracle Worker, da cui furono tratti sia un film che una rappresentazione teatrale, entrambi con lo stesso nome del romanzo, che in italiano è noto come Anna dei Miracoli.”
“La sicurezza è perlopiù una superstizione. Non esiste in natura, né i cuccioli di uomo riescono a provarla. Evitare il pericolo non è più sicuro, sul lungo periodo, che esservi esposti apertamente. O la vita è una avventura da vivere audacemente, oppure è niente.” (da The Open Door, 1957)
“Una volta conoscevo l'abisso dove non c'è speranza e dove l'oscurità si stende su ogni oggetto. Fu allora che l'amore venne e liberò la mia anima. Una volta conoscevo soltanto oscurità e immobilità. Ora conosco la speranza e la gioia. Una volta piagnucolavo e davo pugni contro il muro che mi teneva rinchiusa. Ora mi rallegro nella consapevolezza di poter pensare, agire e ottenere il Paradiso. La mia vita non aveva passato né futuro. ..... Ma una piccola parola cadde dalle dita di un'altra sulla mia mano che si aggrappava al vuoto e il mio cuore afferrò l'estasi della vita. La notte scappò di fronte alla luce del pensiero e l'amore e la gioia presero il sopravvento sull'obbedienza alla scienza. Può mai una persona che è scappata da una tale cattività, che ha provato il brivido e la gloria della libertà, essere pessimista?” (da Optimism 1903)
20:13 Scritto da perdersy in Almanacco letterario | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: vita, audacia, ottimismo, coraggio, paura, helen keller, anne sullivan, anna dei miracoli | OKNOtizie |
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26/06/2009
Le Cinque Terre
Cari amici pensavate che me la fossi data a gambe da questo mondo così tremendamente deludente? Ma quando mai?! Il fatto è che a forza di intrufolarmi tra le pagine di Google (ben 180 milioni) che annunciano, parlano, disquisiscono, discutono, del 21-12-2012, giorno in cui ci sarà la tanto preannunciata FINE DEL MONDO profetizzata dai Maya, ma anche dalla Sibilla romana, dai Ching cinesi ma anche da Nostradamus, mentre tanti si danno da fare nella costruzione di bunker sotterranei attrezzati, o semplicemente pregano allo scopo di accattivarsi gli dei, io mi sono detta: posso correre il rischio di dipartire tra soli tre anni e mezzo senza aver visto le Cinque Terre, gioiello indiscusso della nostra bella Italia? Ecco così che zaino in spalla sono partita alla volta di quelle “geografie estreme”, raro connubio di natura e ingegneria umana, colori artificiali e colori naturali, terre in salita e terre in discesa, un posto speciale dove perdersy, in un orizzonte che ti sfida continuamente ad andare oltre, fino ad esserne ebbra.
"O seni verdi d’Appennino
striati da mani di colore
aperti ai venti odorosi
di vele sartie di pelle
ruvida di fatica e sale,
aperti a brezze-echi di poesia
alitata da lontano
ma qui meditante su scogli e
lembi di mare umbratili d’ulivi....."
(Maria Luisa Daniele Toffanin)
Riomaggiore
Manarola
07:38 Scritto da perdersy in Diari di viaggio | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: viaggi, cinque terre, perdersy, riomaggiore, manarola, corniglia, vernazza, monterosso, portovènere | OKNOtizie |
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17/06/2009
Tra umide lenzuola
10:47 Scritto da perdersy in Pensieri e parole | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: pensieri, parole, poesia, alfia | OKNOtizie |
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15/06/2009
Tra umide lenzuola
21:44 Scritto da perdersy in Pensieri e parole | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: pensieri, parole, poesia, alfia | OKNOtizie |
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14/06/2009
L'anno della lepre
Innanzitutto vorrei fare un appello all’editore: per cortesia, scelga un altro tipo di rilegatura, dover usare tutte e due le mani per tenere il libro aperto è una vera tortura: può andar bene per chi non ha che da oziare e può dedicarsi alla lettura sprofondando comodamente nel divano senza doverci abbinare nessuna attività collaterale, ma per coloro che possono sfruttare solamente certi particolari momenti della giornata diventa una vera punizione. La cosa più crudele dal mio punto di vista è toglierci il gusto di leggere mentre si fa colazione, perché non c’è nulla di meglio di un buon libro mentre si sorseggia un tazza di latte, un tè, o un succo di frutta, il migliore viatico per affrontare l’imperante quotidianità.
A parte questo appunto ad Iperborea, L’anno della Lepre di Arto Paasilinna è un romanzo che si legge in un batter d’occhio, una gustosa parabola sul senso della vita raccontata con ironia e gusto del paradosso.
Superato il fastidio della scomoda rilegatura sono entrata nello zaino di Vatanen e a volte da sola, a volte in compagnia della sua lepre, ho assaporato la sua capacità funambolica di passare dal paradosso alla denuncia sociale, dalla suggestiva solitudine delle immense foreste al susseguirsi di avventure tanto esilaranti quanto inverosimili, dalla malinconia di una vita solitaria ai toni epici della conclusiva caccia all’orso, simbolo del lato oscuro e violento della personalità umana. Soprattutto ho assaporato il gusto del viaggio solitario in una natura selvaggia e sconfinata che tanto rappresenta una parte fondamentale del mio essere in questo mondo. Momenti più o meno lunghi di solitudine con solo la natura intorno che ti parla in un linguaggio universale, sia che ci si trovi sulle Alpi Orobie piuttosto che nelle savane africane, sono il più alto grado di libertà che un essere umano può assaporare. E per libertà intendo non solo quella dai legami umani che ci tengono ancorati in un determinato posto, dalla necessità di conformarci alle esigenze di una società strutturata, ma anche la libertà da tutti i meccanismi mentali che ci imprigionano per nostra stessa natura: dal bisogno di avere continue conferme dagli altri per alimentare la stima di noi stessi, al desiderio del possesso, dalla paura della solitudine al bisogno di affermazione. Il riconoscermi in un Vatanen che fugge dai compromessi di una vita incanalata per ritrovare se stesso e tornare ad essere padrone del suo tempo, scoprendo nel malsicuro leprotto l’umanità perduta nei meandri dell’efficientismo borghese, mi ha fatto amare il romanzo di Paasilinna a tal punto che lo tengo ancora a portata di mano per tornare ogni tanto a scorrerne qualche riga e ad assaporare gli sconfinati paesaggi finlandesi.
17:19 Scritto da perdersy in Le mie letture | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: libri, letteratura, scrittori, paasilinna arto, finlandia | OKNOtizie |
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