30/04/2009

La cima

 

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Svegliarsi nella cornice delle Alpi,
mentre il sole dolcemente le accarezza.
Nasce il desiderio di scoprire

le valli strette e avvolgenti,
Accanto il letto del fiume di neve,

ghiaccio e acqua che ti fa compagnia.
Puntare il dito sulla cima
e vederla così piccola nella sua vasta immensità,
Pensare di conquistarla, passo dopo passo,
mentre è il suo fascino che ti conquista....
Arrivare fin lassù per sentirsi grandi, quando si è piccoli,
per sentirsi vuoti, quando si è pieni....
La pienezza dell'animo fatta di gioia e calore,
che solo le Alpi ci sanno donare.

 

 

 

(La Cima di Carla Piantoni)

 

(CAI Sezione di Terni)

 

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ringrazio la mia amica Carla per avermi permesso di pubblicare le sue emozioni

29/04/2009

Vivere è stare svegli

 

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Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio
e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita
coi suoi funerali e i suoi balli
trovare favole e miti
nelle vicende più squallide.

Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta
schivare le gonfie parole
vestire con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l'autunno
e non stancarsi di amare.

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(Angelo Maria Ripellini)

26/04/2009

La ribollita toscana

 

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Poiché che le temperature sono ancora “fresche” che ne dite di una gustosa ribollita toscana  per una cena che oltre a nutrirci riesce anche a  scaldarci?

Allora, l’ingrediente base sono i fagioli cannellini secchi da mettere a bagno per una notte,  il problema è quello di ricordarsi che c’è qualcosa da mettere a  bagno, per non parlare delle ore che occorrono per cuocere i legumi secchi, e noi non abbiamo molto tempo da perdere né tanti soldi da spendere per il gas o la corrente elettrica, in un periodo di crisi come questo poi farebbe veramente male al cuore l’immagine di quel fornello acceso per ore a cuocere un cibo che costa pochi centesimi di euro se si opta per un prodotto discount.  Allora io dico,  perché non prendere due o tre barattoli di fagioli già lessati? Esattamente, considerando che la ricetta per quattro persone prevede 300 gr di fagioli e che un barattolo, di qualsiasi marca esso sia, in genere contiene 250 gr di prodotto sgocciolato, io opterei proprio per n. 3 barattoli, poiché, se alla fine la pietanza dovesse di molto piacerci ,  un goloso ripassino non ce lo toglierà nessuno.

Messo un punto fermo sui fagioli passiamo alla preparazione della ribollita: tritiamo una cipolla, eh no adesso non fate cenni di disapprovazione poiché già vi immaginate con le lacrime che scendono fino alla punta del naso,  gli occhi arrossati come se invece di essere in cucina state assistendo ad una prova di saldatura ossiacetilenica, e le mani  maleodoranti per almeno due giorni,  insomma prendete dei provvedimenti  usando ad esempio un bel paio di occhiali da sub ed i guanti da chirurgo. Ok, risolto anche questo problema procediamo:  tritata la cipolla nel modo meno doloroso possibile, facciamola appassire in un tegame con un po’ d’olio (la ricetta dice ½ decilitro) ed aggiungiamoci 1 porro tritato ad anelli e privato della parte verde, due mazzetti di bietola, ½ cavolo verza,  1 cespo di cavolo nero, 1 patata,  il tutto spezzettato in modo grossolano. Lasciamo insaporire.

A questo punto siamo nei guai poiché la ricetta prevede di sciogliere un po’ di concentrato di pomodoro in un mestolo di brodo dei fagioli, brodo che noi non abbiamo poiché, per i motivi ampiamente esposti, abbiamo optato per quelli in scatola già lessati. Poiché non ho nessuna intenzioni di ricominciare da capo e cambiare l’ingrediente base, io direi di scaldare un po’ d’acqua, di scioglierci dentro un pezzettino di dado vegetale e il ½ cucchiaio di concentrato di pomodoro e di proseguire senza starci tanto a rompere il cervello. Aggiunto il nostro brodo nel soffritto di cui sopra, messo sale e pepe q.b., occorre cuocere il tutto per circa mezz’ora. Nel frattempo prendiamo due terzi dei legumi e passiamoli al setaccio, amalgamiamo la purea ottenuta al resto dei fagioli, e allo scattare della mezz’ora suddetta  versiamoli nella pentola con le verdure. Uniamo 400 gr di pane raffermo fatto a pezzetti e cuociamo ancora per 15 minuti.

Ora la tradizione vuole che si lasci raffreddare il tutto in modo che i vari sapori si possano amalgamare tra di loro, per poi portare di nuovo al punto di bollitura e quindi servire quando la temperatura è fuori dal rischio ustione di lingua, faringe  ed esofago. E non dimenticatevi di servire condendo  la pietanza con un filo d’olio, extra vergine di oliva ovviamente, e … buon appetito a tutti.

25/04/2009

Baciami ancora, ribaciami e bacia

 

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25 aprile 1566

muore a Parcieux-en-Dombes

la poetessa francese

 

Louise Labé, detta la Belle Cordière 

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Baciami ancora, ribaciami e bacia:

dammene uno dei più saporosi,

dammene uno dei più amorosi,

te ne renderò quattro più ardenti che brace.

Ahimè, ti lamenti? Ma è un male che allevio,

donandotene altri dieci di quelli dolcissimi.

Così, intrecciando i tenerissimi baci,

l'un dell’altro l'altro in pien’ agio godiamo.

Allora per entrambi seguirà raddoppiata la vita.

Ed ognuno nell'altro più che in se stesso vivrà.

Permettimi, Amore, qualche follia pensare:

quando rinchiudermi in me stessa è il male

nessuna gioia donare mi è concessa,

se fuor di me non mi posso liberare.

 

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(sonetto XVIII)

23/04/2009

San Giorgio martire

 

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Oggi è San Giorgio martire e come ci si può trattenere dal parlare di un personaggio di tal portata, leggendario oltre ogni dire, un tal portento in fatto di prodigi da poter credere che nelle sue azioni ci fu  lo zampino diretto di Dio,  mosso dal desiderio, molto legittimo per un padre, di dare un  fratello altrettanto onorevole al suo grandioso Figliolo.

Come spiegare altrimenti la sua resurrezione dopo che una ruota piena di chiodi e spade lo aveva tagliato in due, il fatto che riportò in vita ben 17 persone morte da oltre quattrocento anni, che riuscì ad incenerire l’imperatore Tranquillino, persecutore dei cristiani,  ed altri 72 re suoi  compari    (quando si dice “liberarsi dall’imprinting genitoriale” !!  proprio Tranquillino lo dovevano chiamare!!! quello,  pur di smentire un nome così poco edificante per un vero maschio del III° secolo d.c.,  ci si mise d’impegno a fare  l’oppressore! )

Nonostante tutto ciò, nonostante la resurrezione, nonostante il fatto che si rassegnò ad essere decapitato come martire del cristianesimo,  Giorgio,  figlio di Geronzio nacque e figlio di Geronzio morì!!!

Secondo me la posizione di secondo Figlio del padre se la giocò quando per un attimo lasciò da parte la sua personale battaglia per il cristianesimo e si mise a salvare dal drago la figlia del re di Selem, la bellissima principessa Silene. Voglio dire, molti ragazzi erano già andati a far parte del tessuto adiposo del mostro,  ma solamente  quando toccò alla bella principessa Silene di essere offerta come pasto sacrificale, il nostro caro Giorgio pensò bene che era ora di dare una bella lezione alla bestia malvagia!!

Se da una parte ciò, dico io, gli costò un posto di  prim’ordine nella Sacra Famiglia, dall’altra ne fece una leggenda di tal portata da diventare popolare tanto in Oriente che in Occidente, sicuramente uno dei santi più venerati del mondo cristiano.