24/01/2009
Camminare è pratica ancestrale

"Saliamo, il villaggio rimpicciolisce a fondovalle. Riprende l'inutile gara dei piedi per sopravanzarsi l'un l'altro, sul sentiero dove han camminato muli, montanari, alpini, viandanti. Camminare è pratica ancestrale, è penetrare lentamente nella vita e nel paesaggio. Farlo in montagna e nel verde è diverso che in città, dove si cammina sempre in fretta, anche se non si ha nessuna premura: nelle metropoli occidentali l'andatura media delle persone ha avuto un'accelerazione del 10 per cento, negli ultimi decenni. In luoghi come Singapore, Taiwan, Hong Kong o la Cina del Sud, anche del 20-30 per cento. Dove va, quella folla alienata? Quando avrà pace? (..) Viene in mente la marcia di un gruppo di esploratori, che dopo giorni di cammino in mezzo alla foresta videro i portatori abbandonare i carichi e fermarsi per tre giorni, incuranti delle suppliche. Improvvisamente gli indios si alzarono e ripartirono, senza motivo apparente: "Andavamo troppo in fretta" dissero, "abbiamo aspettato che le nostre anime ci raggiungessero".
(da "Terre Alte" di Carlo Grande).
17:01 Scritto da perdersy in Cibo per l'anima | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: libri, letteratura di viaggio, trekking, alpinismo, terre alte, carlo grande | OKNOtizie |
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