11/10/2008

Lotta infinita, fra la carne mia stanca, e la voglia tua, che in me sragiona

 

 Mio Angelo

A te il dono delle ali,

il privilegiato aiuto del volo

A me, l’obliato ricordo del camminare,

la parola, l’estasi e l’inciampare.

E’ vano lo sguardo dell’anima

sullo specchio tuo rotto

Io rimango, casa senza tetto,

da dove tu pretendi di

osservare di nascosto,

il cielo e le stelle.

Tu il dubbioso struscio

della viola infreddolita.

Io l’impronta del bacio

impressa su di una lama rovente.

Lotta infinita, fra la carne mia stanca

e la voglia tua, che in me sragiona.

 

Campodipietra 06.03.2007

Da un dattiloscritto anonimo ritrovato tra le pieghe del tempo.   ( L’importanza di chiamarsi “A” Anonimo )

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