22/04/2009

Sedendo e mirando

 

 

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Per rimanere in tema con quanto ho scritto nel mio precedente post, oggi segnalo una mostra in corso alla Galleria d’Arte Contemporanea  di Ascoli Piceno dal significativo titolo “Sedendo e mirando”: si tratta dell’esposizione di 130 opere del pittore Tullio Pericoli, quelle che l’artista in 40 anni di attività ha dedicato al paesaggio italiano e soprattutto marchigiano, alla sua terra, traendo da essa l’ispirazione per descrivere i suoi stati d’animo, le sue inquietudini,  ed i suoi tormenti. Non è quindi una pittura descrittiva quella in mostra, piuttosto una reinvenzione di luoghi attraverso un uso attento del segno e del colore, una loro trasfigurazione, a volte lirica ed a volte drammatica. Ma è proprio questa trasfigurazione che riesce più che mai ad avvicinarci al nostro paesaggio contemporaneo, il quale, perduta oramai ogni connotazione pastorale, diventa effettivamente drammatico quando porta i segni della mano devastatrice dell’uomo, ed estremamente lirico là dove al contrario è rimasto intatto,  una gemma salvata dalle scorrerie piratesche del secolo scorso, e da salvaguardare come il più prezioso dei gioielli.

La mostra è stata inaugurata il 21 marzo scorso e fa  parte integrante del Saggipaesaggi festival, l’iniziativa promossa dalla Provincia di Ascoli Piceno allo scopo di creare una sensibilità civica nei confronti del paesaggio, e quindi rivolta sia ai singoli cittadini che alle amministrazioni locali, prevedendo per queste ultime e per i suoi operatori attività di formazione e la promozione di progetti pilota volti “a sperimentare metodi di copianificazione partecipata e di governance”. Finalmente fatti e non solo parole.

Per saperne di più : http://www.saggipaesaggi.it

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12/09/2008

"Fa’ la cosa giusta!” la Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

 

 

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Il 26, 27 e 28 Settembre si svolgerà a Genova, nell’area del porto antico,

Fa’ la cosa giusta!  la Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, un’idea di “Terre di Mezzo”,  con il sostegno di numerose associazioni che operano nel sociale, per l’ambiente, per lo sviluppo del commercio equosolidale, per l'autosufficienza e l'autodeterminazione dei paesi poveri  ( l’Arci Genova, la Banca Etica circoscrizione Liguria, La Bottega solidale, il Fair, L'Associazione Birulò, Legambiente Liguria, Mani Tese, Il Movimento Difesa Del Cittadino)

 

“Fa' la cosa giusta”  è una fiera nella quale non si vendono solo prodotti,  è “anche un mondo di valori, idee e contenuti culturali e politici che sottendono e sostengono i tanti progetti e prodotti esposti

 

 

“Terre di Mezzo” è  il giornale di strada nato a Milano  ben 14 anni fa con l’obiettivo di essere indipendente, alternativo, e propositivo:  Siamo nati per strada. Ci distingue l'attenzione per chi lavora con ostinazione, spesso nell'ombra, alla costruzione di un mondo diverso, scegliendo pratiche quotidiane alla portata di tutti. E la simpatia per le storie delle tante "persone qualunque" cui è capitato di vivere, per sorte o per scelta, nelle periferie del nostro mondo. Emozioni e vicende che raramente guadagnano le pagine dei giornali e i cataloghi dei grandi editori, ma che ci piacciono per quanto sono autentiche e vive. Forse per questo continuiamo a pensare il giornale e i libri come spazi e non come oggetti”.

 

 Il giornale è nato dall’impegno iniziale di quattro persone e nel tempo è cresciuto arricchendosi  con l’arrivo di nuove forze, tutte convergenti in un unico laboratorio dal quale escono giornali, libri, manifestazioni, iniziative campagne ed eventi,  il cui scopo è unicamente quello di apportare un contributo positivo e concreto alla parte più debole della società civile.

 

 

 Fa’ la cosa giusta!  è la fiera nella quale :

i cittadini interessati al consumo critico e consapevole trovano progetti innovativi e creativi per un mondo più equo e più pulito
le aziende che fanno della sostenibilità ambientale e sociale il loro punto di forza, promuovono beni e servizi di qualità, rispettosi dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori
l'associazionismo, il terzo settore, il volontariato diffondono una cultura di impegno, pace, solidarietà, giustizia e partecipazione.
le istituzioni e gli enti locali presentano le proprie "buone pratiche" per un cambiamento virtuoso del nostro modo di produrre, consumare, governare e divertirsi
tutti possono incontrare nuovi "compagni di strada" con i quali costruire relazioni, dar vita a collaborazioni sinergiche e consolidare reti economiche e sociali”

 

 "Fà la cosa giusta" può diventare il nostro slogan personale, per l'ambiente che ci ospita, per una società civile più solidale, per il nostro futuro e quello dei nostri figli.

http://www.falacosagiusta.org

 

www.terre.it

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03/09/2008

Gamberetti rosso sangue

 

 

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Cos’hanno in comune i deliziosi crostacei che allietano il nostro palato in squisiti cocktail, lo tsunami che nel 2004 ha devastato le coste di Thailandia, Indonesia, India, Sri Lanka e di tanti altri paesi asiatici  portando morte e distruzione, ed il ciclone Nargis che a maggio di quest’anno ha colpito la Birmania mietendo migliaia di vittime? Purtroppo un comune denominatore c’è e non si tratta del solito catastrofismo sull’effetto serra e le  sue apocalittiche previsioni su una prossima distruzione del nostro pianeta terra, al contrario ci troviamo di fronte ad un fenomeno molto più localizzato e fortunatamente ancora gestibile se qualcuno si degnerà di intervenire.

Si tratta della progressiva distruzione delle foreste di mangrovie presenti sulle coste del sud-est asiatico allo scopo di realizzare  allevamenti di gamberetti in un ambiente ideale per la loro crescita, ovvero in bassi fondali salmastri dalle temperature molto elevate,  tipiche dei paesi tropicali.

Una distruzione che prosegue inarrestabile da  più di venticinque anni,  alimentata dalla  sempre crescente domanda dei gamberetti da parte del  mondo occidentale che ha trovato in questo piccolo crostaceo un alimento a basso costo molto versatile, utilizzabile in svariate combinazioni.

Dal 1980 al 2005 è stato eliminato il 20% dei mangrovieti presenti in tutto il mondo, una perdita maggiore rispetto a quella di qualunque altro tipo di foresta. Se la deforestazione delle mangrovie dovesse continuare, ciò potrebbe comportare gravi perdite di biodiversità e di mezzi di sostentamento, oltre all’intrusione salina nelle zone costiere e al deposito di sedimenti sulla barriera corallina, nei porti e sulle rotte consigliate. Ne risentirebbe anche il turismo. È necessario che i paesi si impegnino in una gestione più efficace e sostenibile delle mangrovie del mondo e degli altri ecosistemi delle zone umide

Per deliziare il palato di milioni di consumatori occidentali si sta estinguendo buona parte di  un incredibile ecosistema, che vede la presenza di  numerose specie di uccelli, mammiferi e rettili (coccodrilli, serpenti, tigri, cervi, otarie, delfini), e soprattutto, ovviamente, di un’incredibile quantità  di pesci e crostacei che in esso   trovano l’ambiente  ideale per crescere. E non solo, le foreste di mangrovie ammortizzano il continuo infrangersi delle onde e delle alte maree, fanno da filtro alle acque provenienti dai fiumi donandole al mare perfettamente pulite, impediscono ai detriti trasportati dai corsi d’acqua di raggiungere le barriere coralline e  quindi di danneggiarle, e soprattutto, ora è dimostrato, costituiscono una vera e propria barriera vegetale per vento ed acqua durante  fenomeni devastanti come un ciclone o uno tsunami.

 

 

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Già dopo la tragedia del 2004 qualcuno se ne rese conto, bastava osservare le coste ancora protette dai mangrovieti e confrontare il loro stato di distruzione con quello delle coste deforestizzate: lo stato indiano di Tamil Nadu, l’isola indonesiana di Simeuleu, ed altri tratti di costa indonesiana e dello Sri Lanka, hanno avuto danni molto inferiori rispetto a quelli degli altri paesi proprio grazie al muro di vegetazione che ha fatto da argine alla forza dello tsunami.

Per convincere gli stati a fare marcia indietro sulle concessioni agli allevamenti di gamberetti si è cercato di analizzare la questione dal lato economico, purtroppo l’unico capace di suscitare vero interesse, ed è stato dimostrato che alla fine dei conti valgono molto di più le foreste di mangrovie, con tutto ciò che da esse  si può produrre (carbone, legno, tannino, biada, miele …),  che le fattorie di gamberetti, il cui prodotto ha inoltre subito un considerevole crollo dei prezzi.

La Fao ha cercato di promuovere una pianificazione del fenomeno portando avanti una campagna di sensibilizzazione presso gli stati coinvolti, ed alcuni paesi hanno raccolto il messaggio dettando regole precise sulla realizzazione di nuovi allevamenti, ma lunga è ancora la strada da fare per arrivare a sensibilizzare la popolazione, e   spesso si continua nella  deforestazione selvaggia nonostante i divieti.

Ad alimentare il fenomeno ci sono anche altri fattori, quali la pressione demografica che aumenta il fabbisogno di terreno coltivabile,  le infrastrutture ed il turismo, oltre all’inquinamento ed ai disastri naturali.

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Le mangrovie costituiscono un tipico esempio di elevato grado di adattabilità degli esseri viventi: sono riuscite a sviluppare un’altissima resistenza ad elevate concentrazioni di sale che espellono direttamente dalle foglie,  sono capaci di dribblare il fango privo di ossigeno trasportato dalle maree facendo uscire allo scoperto le radici  dotate di pori sufficientemente ampi da permettere una regolare ossigenazione e sufficientemente piccoli per impedire all’acqua di penetrare quando si trovano sommerse,  ma soprattutto sono molto resistenti al continuo infrangersi delle onde ed al flusso e riflusso delle maree.

 

Fonti: Mensile GEO n.33

          Ufficio stampa Fao

 

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