Amicizia

 

<< “Nel Circo Massimo si dava un grande spettacolo di caccia davanti al popolo. Trovandomi per caso a Roma, volli esserne spettatore. V’erano molte belve selvagge, eccezionali per la grandezza  e non mai viste di tale aspetto e ferocia. Ma fra la massa dei leoni destava ammirazione uno che sorpassava ogni altro. Quel singolo animale per l’enorme taglia, l’impeto dei movimenti … richiamava su di sé gli occhi e l’attenzione di tutti. Era stato introdotto fra gli altri, per dar battaglia alle belve, lo schiavo di un ex console, dal nome Androclo. Appena quel leone lo scorse, subito si fermò, quasi preso da ammirazione, e poi si diresse lentamente e placidamente verso lo schiavo, cercando di riconoscerlo. Movendo la coda in modo lento e pacifico, come un cane che  voglia far festa al padrone, si avvicina al corpo dello schiavo, lecca dolcemente le gambe e le mani di lui che per la paura quasi sviene.. Allora, come per essersi mutuamente riconosciuti, si scorsero l’uomo e il leone scambiarsi gioiosi segni di amicizia.” (1)

L’imperatore Caligola volle sapere perché il leone avesse risparmiato l’uomo. Androclo riferì di essere fuggito dal suo padrone, che lo sottoponeva a duri maltrattamenti, rifugiandosi nel deserto e trovando riparo in una caverna fuori mano e celata alla vista. A un certo punto nella caverna  entrò un leone con una zampa ferita e sanguinante, che gemeva e si lamentava per il dolore. Il leone, disse Androclo, “mi si fece vicino con atteggiamento mite e mansueto e, sollevata una zampa, me la mostrò: sembrava mi domandasse soccorso”.(1) Androclo gli estrasse una grossa spina e gli curò la zampa. “Allora il leone, che dal mio intervento era stato guarito, posta la zampa fra le mie mani, si addormentò tranquillamente.” (1) Per tre anni essi condivisero la caverna, e il leone andava a caccia per entrambi. Poi Androclo fu ripreso, riportato a Roma e condannato a morte nell’arena. Udendo questa storia Caligola, su richiesta del pubblico, graziò Androclo e liberò con lui il leone. Essi andavano in giro insieme per le strade della città, “e tutti coloro che incontravano quei due esclamavano Quello è il leone amico di un uomo, quello è l’uomo che medicò il leone”.(1)>>

Da Quando gli elefanti piangono di Jeffrey Moussaieff Masson e Susan McCarthy

(1) Brano tratto dagli autori da Notti attiche di Aulo Gellio II° secolo d.c.

 

Amiciziaultima modifica: 2009-08-14T08:14:56+00:00da perdersy
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3 pensieri su “Amicizia

  1. ‘le cose fondamentali si presentano con il passare del tempo’.
    Belle parole, e vere.
    In ottica egoistica e personalistica, il tempo è passato e ho voglia di cose fondamentali.
    In ottica generale: la storia del leone e dell’uomo è incredibile. Ma forse, ognuno dei due, non è propriamente se stesso ma rappresenta qualcos’altro. In questo senso, se persone e animali diventano desideri e moti dell’animo, tutto diventa coerente, riusciamo a far esistere anche l’incredibile.
    E’ con metafore credibili che ci liberiamo del peso della sostanza, solo per librarci, alla fine, in un mondo ancora più pesante.
    Bye

  2. le cose fodamentali,”come dice la parola stessa”ci stanno dentro e intorno da sempre,ancor prima di vedere la luce.puo succedere che ragazzi estremamente giovani abbiano gia una visione chiara e ampia di quello che per loro è essenziale: perche il senso della morte si puo insinuare dentro di noi ancora prima di crescere,e allora tutto è subito essenziale.in ottica egoistica,personalistica,e generale:la storia del leone puo anche essere vera,ma non è questo il punto.il titolo del post è sbagliato:doveva essere riconoscenza;perche anche se sottile,una differenza c’è. riconoscenza è una nobile parola,che assume un importanza maggiore di solidarieta,ma minore di amicizia.l’amicizia,quella vera,quando c’è,è il piu alto esempio di fratellanza e cristianita,va oltre l’amore,l’onore,e l’avere.l’amicizia non è un sentimento che si puo generalizare con la buona educazione,con il buon senso civico,o con l’umanita che in ognuno di noi riesce piu o meno ad affiorare. dette queste sommarie,ma allo stesso tempo precise cose,concludo questa mia visita mettendo in luce delle piccole verita.è facile gonfiare le parole.è facile scrivere un dettato perfetto senza errori”non per me”.è facile non vedere bene,”come in questo caso per te”la realta delle cose.ci sono cose che non si imparano,non si comprano,non si studiano.un uomo senza poesia non è niente.un uomo senza niente puo avere tutti i titoli del mondo,”anche quelli nobiliari”, ma mai,e poi mai,avra il mondo negli occhi.signor PP lei è stato sfortunato,perche ha incontrato AA:punto nuts.Bye Re.buys and Add.on
    alfia se cancelli questo messaggio significa veramente un ritorno al passato.”non c’è niente ,veramente niente che vada otre alla realta di un,inenevitabile confronto scontro”.cancellarla è veramente un peccato,sarebbe una grossa ingiustizia. concludo anche lasciandoti una poesia adatta al tema.
    REALTA
    lontana ai molti
    confusi e contorti
    d’affanni feriti
    a morte
    dal male
    d’averla scoperta nell’altro migliore.

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