Far di tutto poesia

 

Carlo Coccioli.JPG

 

5 agosto 2003

 

muore a Città del Massico

lo scrittore italiano

 

Carlo Coccioli

.

 

Forse è compito primordiale dell’uomo far di tutto poesia.

Ben lo sappiamo:

c’è un involucro opaco intorno agli esseri, alle cose e agli eventi.

Forse è primordiale compito nostro lacerare l’involucro.

Quando ci riesce, una lucidità cambia il mondo e la vita.

(Requiem per un cane)

Far di tutto poesiaultima modifica: 2009-08-05T14:27:26+00:00da perdersy
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7 pensieri su “Far di tutto poesia

  1. cara Alfia
    non conoscevo questo scrittore
    ma da questi pochi versi mi sembra notevole.
    Ho letto anche qualche pagina nel suo sito
    siccome giudico dalle prime righe questo mi ha fatto una buona impessione, grazie per avermelo fatto conoscere.
    …Un involucro che si sgretola con la poesia…
    dunque la poesia cos’è?
    (anche noi poveri curiosi della scienza lo siamo? poeti?)
    cari saluti
    bye

  2. Carissimo Paolo
    la poesia mette a nudo i sentimenti, le paure, le ipocrisie, ma anche la felicità inespressa, supera le convenzioni ed i tabù, è una forma di libertà mentale. Forse lo scrittore è riuscito attraverso la poesia ad accettare la sua omosessualità.

    Alfia

  3. cara Alfia, visto il proliferare di commenti sul blog del Conte sulla questione della fede (che del resto ho scatenato invitando Don Luciano a intervenire, seppure scherzosamente), ti faccio partecipe di alcune mie perplessità.
    Non possiamo negare che gli estensori dei cosiddetti dieci comandamenti e di tutte le implicazioni etiche che trasportano, non avessero in mente anche la gestione della società del tempo, che non poteva essere basata, ora come allora, sulle sole bastonate.
    C’è dunque un legame tra morale e afflato religioso: chi meglio di un Creatore può comandare il buon comportamento, che sia regola di vita imposta per superiore volere, e non solo per legge.
    Senza quelli, avremmo questo?
    Se coloro che scrivevano avevano bene in mente di usare una metafora e però ritenevano giustificata questa piccola (o grande) mistificazione, sono da condannare oppure, ragionandoci, osserviamo come tra le tante ideologie, non è una delle peggiori?
    O preferisci l’anarchia? o la monarchia illuminata? o l’ateismo?
    Io non so quale di questi processi di gestione delle comunità sia migliore, però accetto di buon grado la teoria della selezione naturale, anche in campo politico.
    Certo che se fossimo nell’Accademia, insieme a tanti altri filosofi, ognuno conoscerebbe da sè il limite da non trascendere.
    Ma noi lo conosciamo? Faremmo bene a lasciarlo nelle mani di ogni singolo individuo? In assenza di una capacità superiore di auto regolarsi sulle libertà altrui, un sistema necessario che accompagni quello politico è quello morale (possibilmente temperato), e quello morale affonda le sue radici in alto.
    (grazie per preoccuparti della mia salute, ma non faccio sempre così tardi… :))))
    Bye

  4. Cara Alfia “Un indovino mi disse” è un altro bel punto in comune… Lettere, no… ho fatto scienze politiche, anche se la letteratura in casa l’ho respirata fin da bambino… a presto paolo
    Ps: ovviamente grazie per aver ricordato un grande quasi dimenticato come Coccioli

  5. Paolo ( Pascucci ) il problema che tu poni porta la discussione ancora su un altro livello. Io sono intervenuta in difesa dell’importanza della storia per la comprensione del mondo nel quale viviamo, comprese le logiche del Vaticano, che essendo un’istituzione ed un potere a tutti gli effetti, non può essere visto semplicemente come l’apice di una manifestazione di fede. Chiudere gli occhi su ciò che è la realtà non fa altro che dare manforte ad un potere che ha sempre usato ogni mezzo per conservarsi, in barba ai dettami morali che ha sempre predicato, cosa che, secondo me, in certe suoi arroccamenti, continua a fare tutt’oggi con più mezzi, anche se non ci sono più le prigioni della Santa Inquisizione. Per quanto mi riguarda, ripeto, le fede è un fatto privato e le regole del vivere civile, la morale, l’etica, nulla hanno a che fare con il credere ad un’entità superiore, rientrando invece nello sviluppo di una coscienza morale e civile che purtroppo non và di pari passo con quello biologico e tecnologico, forse perché meno legato alla difesa della sopravvivenza, uno sviluppo tutt’ora in cammino quindi, nonostante i secoli e secoli passati da quando sono stati dettati i dieci comandamenti.

    Il cristianesimo come modello di vita (al di là del credere o meno a Cristo come figlio di Dio) è certamente il migliore che la storia dell’uomo abbia mai concepito, ciò che non si può accettare è come questo modello sia stato usato per scopi completamente diversi se non opposti nel corso dei secoli, sfruttando il consenso del popolo che per ovvi motivi era ben felice di riconoscersi in quel credo che spesso rappresentava l’unica forma di riscatto di una vita miserevole.
    Ovviamente questo discorso, ripeto, è rivolto alla Chiesa come potere politico (territoriale ed economico fino a circa un secolo e mezzo fa), e non a coloro operano sul campo in nome della fede cristiana, i quali hanno tutta la mia ammirazione e solidarietà.
    Un caro saluto e a presto.
    Alfia

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