Drogarsi senza droghe

 

Oggi non ho voglia di cose serie, e così vi racconto la mia vita

Sono sempre stata una ragazza ammodo, le mie compagne di classe alle superiori mi definivano “equilibrata”, che per loro equivaleva a dire: “ma in quale pianeta vivi? ”.  Mai fumato, mai fatta una canna, sempre andata bene a scuola, mai viaggiato senza biglietto,  mai ubriacata, (anzi una volta sì, in discoteca, mi sembrava di volare, una sensazione bellissima), mai fatta la pipì sotto la doccia, mai andata a letto senza essermi prima struccata, lavata e impomatata a dovere,   mai lasciato il cibo nel piatto (a dire il vero l’appetito non mi manca), insomma vista sotto questo aspetto, uno stereotipo che ricorda le protagoniste della Austen mentre di certo avrei preferito  somigliare a Ellen Olenska della Wharton.  

 

All’età di 14 anni non avevo ancora “le mie cose”, portavo i calzettoni mentre le mie amiche già sfoggiavano  i collant di seta  neri,  e non c’era un ragazzo uno che mi facesse il filo: per forzare il passaggio dall’età infantile a quella dell’adolescenza acquistai un pacchetto di sigarette per  fumarle davanti ai miei compagni con l’atteggiamento di una che la sa lunga, ma già alla prima tirata il fumo prese la via sbagliata e per poco non mi ritrovai al pronto soccorso per intossicazione dell’apparato digerente. Accantonato questo piano di battaglia passai all’attacco frontale,  e durante un’interrogazione di matematica, chiedendo scusa al professore per l’interruzione, approfittai del palco che mi offriva la cattedra per fare la mia dichiarazione d’amore a Mario, il quale, sbigottito, nel tentativo di sparire, finì per scivolare sotto il banco.  Guadagnata  la simpatia del professore, persi ogni speranza con Mario. 

 

A 17 anni non ancora compiuti, durante la proiezione  di un film al teatro comunale del mio paese, mi misi con colui che è mio marito, ed esattamente un anno dopo  ci fu il pranzo di fidanzamento ufficiale. Iniziò così la mia vita di brava ragazza sentimentalmente impegnata.

 

L’occasione di una vita bohème l’ebbi ai tempi dell’università, quando si innamorò di me un ragazzo che voleva fare lo scrittore:  leggevo i suoi racconti kafkiani e gli  elargivo accurate recensioni. Mi si  dichiarò davanti agli studenti del corso di storia dell’arte mentre eravamo in attesa del professore, ma io lo rifiutai categoricamente  con aria di sufficienza: per quanto carino poteva essere, perché carino effettivamente lo era, i mondi paralleli dei suoi romanzi abitati da insetti mostruosi  e ossessivi mi facevano paura, ed io all’epoca ero attratta da  più tranquilli approdi _______ ed infatti   dopo otto anni di fidanzamento  mi ritrovai tra le pareti domestiche  quale indiscussa  regina della casa.

 

Poco dopo iniziò la mia vita lavorativa, durante la quale  guadagnai la fama di  indefessa stacanovista  che purtroppo ancora mi contraddistingue.

 

Dopo tutto ciò che vi ho raccontato ora starete pensando che devo essere  una frustrata incallita, che sono in  analisi almeno dal secondo giorno di matrimonio, e che  ho  le labbra oramai posizionate  all’ingiù causa le famose pieghe d’espressione! Niente di tutto questo, sono sempre stata allegra, trascinatrice,  piena di interessi e di gioia di vivere pur avendo avuto una vita normalissima, senza eccessi né sbandamenti particolari, pur essendo appunto, una persona equilibrata. Ma ecco improvvisa la rivelazione:  in un dossier di Focus dello scorso anno ho trovato un interessante articolo dal titolo “Drogarsi senza droghe”, ed ho scoperto che anche senza sapere che odore ha una canna, sono sempre vissuta in uno stato  mentale da “drogata” .  La chimica del piacere offerta dalle droghe  si può attivare anche  in modo naturale dice l’articolo: basta avere interessi,  vivere all’aperto,  fare attività fisica, avere il gusto del cibo, ascoltare musica, ballare, viaggiare (questo  l’ho aggiunto io), essere inclini al piacere intellettuale, il tutto ovviamente vissuto con intensa partecipazione.  Tali attività  inducono il nostro organismo a produrre i neuromediatori del cervello, i quali generano benessere e mantengono il piacere nel tempo, e con un po’ di meditazione le emozioni positive si stabilizzano.   

 

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Ed io che ho sempre considerato tutte le mie accentuate passioni, quello che ho sempre chiamato il mio “prurito di vivere,  come un aspetto patologico della mia personalità!

 

Andai nei boschi perché volevo vivere —- in profondità, succhiare tutto il midollo della vita e sbaragliare tutto ciò che non era vita per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto

                                         (Henry David Thoreau)

 

Drogarsi senza drogheultima modifica: 2008-09-09T06:49:00+00:00da perdersy
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2 pensieri su “Drogarsi senza droghe

  1. es esto lo que yo vivi.hasta ke llego un incubo a mi p vida soi psicologa infantil…me case tengo dos hijos de mi primer hogar.me separe y me case com otro despues de sinco anos con maurizio un matrimonio de fabula el primi tiempo despues de tres anos fuimos de vacasiones a sarxegna italia donde comenzo mi pesadilla fuimos con mi cunada y mi suegra despues de tres dias dr estar aya mi marido me dice debo regresar a milano cosas dr trabajo ve no te preocupes dije regreso a casa pero mi intuision fue grandr dia despues me levante temprano y dije a mi suegra madre voi a caminar ala orilla xel mar sin decir nada cogi un taxi y fui a aeropuerto compre el villete del aereo y regrese despues de tres oras ami casa entre y en recamara encontre mi esposo con una mujer mucho mas mayor ke yo era la amante de mi esposo…de ese momento comenso mi pesadilla.nos separamos estuve depresa se fue de mi casa pase dos meses enserrada sin salir sin ablar con nadie hasta ke un maldito dia mi vesina y su compagno me invito a senar fui despues de cenar prove lo ke ellos haciann claro antes de eso no savia yo ke ellos lo acian cocaina.de ese Momento me vicie y todos los dias gastaba yo cien euros con ellos de mis ahorros hasta esaurir todos mis resparmios hasta quedarme cero re engracio a Dios ke no hice mas tipo vender mis cosas o prostutuirme no no lo hice pero me rindo cuenta que amigos eran cuando kede sin dinero no me invitaron nuncA mas y gracias a Dios aciendome terapia psicologica sola saali del vicio de la cocain a a pasado ya un ano soconoci un hombre maravilloso y convivo con el trabajo y estoi en gravidanza de tres meses y medio soi finalmente feliz.

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